
Rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico per Colf, Badanti e Baby-Sitter poche novità ed aumento degli stipendi
Il 28 ottobre 2025 è stata siglata l’accordo per il rinnovo della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL – codice CNEL H501). L’intesa è stata raggiunta dalle associazioni dei datori di lavoro Fidaldo e Domina, insieme alle principali sigle sindacali dei lavoratori: Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs e Federcolf.
L’accordo entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026 e avrà validità fino al 31 ottobre 2028, prevedendo un meccanismo di aggiornamento annuale dei minimi retributivi e dei valori convenzionali di vitto e alloggio, in linea con l’andamento del costo della vita.
Aumenti graduali e tutela del potere d’acquisto
L’obiettivo del rinnovo è quello di adeguare le condizioni economiche del settore all’inflazione, mantenendo al contempo un equilibrio sostenibile per le famiglie datrici di lavoro. Tra le principali novità figurano incrementi retributivi fino a 100 euro mensili per i lavoratori conviventi, nuovi importi per le indennità professionali e la conferma dei meccanismi di rivalutazione automatica legati agli indici ISTAT.
A titolo esemplificativo, per i lavoratori conviventi inquadrati nel livello BS (collaboratori familiari e assistenti a persone autosufficienti), l’aumento complessivo di 100 euro sarà distribuito in più tranche:
- 40 euro dal 1° gennaio 2026
- 30 euro dal 1° gennaio 2027
- 15 euro dal 1° gennaio 2028
- 15 euro dal 1° settembre 2028
Gli incrementi per gli altri livelli verranno resi noti con la pubblicazione della Tabella dei Minimi Retributivi pubblicata dal Ministero de Lavoro nel corso del mese di Gennaio 2026 e saranno applicati in misura proporzionale e con le stesse tempistiche
Professionalità e certificazione
L’aggiornamento dell’indennità per la certificazione UNI 11766:2019, che sale a 30 euro mensili, rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento delle competenze professionali degli assistenti familiari.
La misura incentiva:
- la qualificazione formale dei lavoratori;
- una maggiore trasparenza nelle competenze dichiarate;
- una correlazione più diretta tra professionalità, retribuzione e qualità del servizio.
Rivalutazione annuale
Viene anche confermato il ruolo della Commissione nazionale per l’aggiornamento retributivo, incaricata di adeguare ogni anno gli importi sulla base dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, con decorrenza dal 1° gennaio.
Rapporti di lavoro e diritti contrattuali
Il rinnovo ribadisce l’obbligo della lettera di assunzione scritta, che dovrà indicare tutti gli elementi essenziali del rapporto di lavoro, compresi orario, mansioni, retribuzione, ferie, convivenza ed enti bilaterali di riferimento (Fondo Colf, Cas.Sa.Colf ed Ebincolf).
Sul piano normativo vengono inoltre disciplinati:
- i contratti a tempo determinato, ammessi esclusivamente per esigenze oggettive e prorogabili fino a 24 mesi;
- le prestazioni notturne discontinue e di attesa, con specifiche tabelle retributive e diritto a 11 ore consecutive di riposo;
- la disciplina delle festività nazionali, retribuite anche in caso di assenza programmata, con maggiorazione del 60% per il lavoro prestato;
- l’estensione delle tutele relative a permessi retribuiti e congedi parentali, con attenzione alla conciliazione tra vita familiare e lavoro;
- i permessi retribuiti fino a 16 ore annue e l’estensione delle tutele per i congedi parentali.
Impatti previdenziali e contribuzione contrattuale
Dal punto di vista previdenziale, il rinnovo ribadisce l’obbligo contributivo contrattuale pari a 0,06 euro per ogni ora lavorata, di cui 0,02 euro a carico del lavoratore, destinato al finanziamento degli enti bilaterali del settore. Questo sistema garantisce:
- accesso a prestazioni sanitarie integrative;
- sostegno al reddito in situazioni di difficoltà;
- iniziative di formazione e qualificazione professionale.
La bilateralità si conferma così uno strumento essenziale di welfare per un settore caratterizzato da rapporti di lavoro frammentati e spesso individuali. Il sistema bilaterale continua a rappresentare uno degli elementi cardine del CCNL, in termini di welfare integrativo, assistenza sanitaria e formazione professionale.
Effetti sul sistema previdenziale
L’aumento dei minimi retributivi avrà un impatto diretto anche sulla contribuzione previdenziale obbligatoria, calcolata in base alle fasce di retribuzione oraria. L’incremento salariale comporterà quindi:
- un aumento dei contributi versati all’INPS;
- una possibile migliore posizione assicurativa per i lavoratori ai fini pensionistici;
- una riduzione del rischio di sotto-contribuzione, particolarmente diffuso nel settore del lavoro domestico.
Il rafforzamento dei livelli retributivi contribuisce inoltre a contrastare il lavoro irregolare, ancora significativo in questo comparto.
L’impatto per le famiglie datrici di lavoro
Per le famiglie, il rinnovo del CCNL rappresenta un equilibrio tra maggiore tutela del lavoro regolare e sostenibilità economica.
Gli effetti principali riguardano:
- Incremento graduale del costo del lavoro, che consente una pianificazione pluriennale della spesa;
- Adeguamento automatico all’inflazione, che riduce il rischio di contenziosi o rinegoziazioni individuali;
- Maggiore chiarezza contrattuale, grazie alla conferma dell’obbligo di lettera di assunzione scritta e alla definizione puntuale delle prestazioni.
Nel medio periodo, la crescita dei minimi retributivi può favorire una maggiore stabilità del rapporto di lavoro, riducendo il turnover e i costi indiretti legati alla sostituzione del personale.
Prospettive e stabilità contrattuale
La scadenza normativa fissata al 31 ottobre 2028, con rinnovo automatico in assenza di disdetta, garantisce continuità regolativa e certezza delle regole per un settore centrale nel sistema di welfare familiare italiano. Il rinnovo del CCNL lavoro domestico si configura così come uno strumento di equilibrio tra diritti dei lavoratori, sostenibilità per le famiglie e valorizzazione di un comparto sempre più strategico per la tenuta sociale del Paese.
